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Tutti in riga!


Riporto questa foto scattata (con il mio modesto cellulare, purtroppo) a mezzogiorno del 12 dicembre 2017 da Bolzano, non tanto per la spettacolarità dei cirrus fibratus vertebratus che appaiono (anzi, la loro struttura è un po’ sfilacciata, probabilmente per il vento), quanto per alcuni dettagli curiosi. Alcuni di questi cirrus, inquadrabili come detto nella specie fibratus e nella varietà vertebratus, presentano alcune code sdoppiate e se ne vanno a spasso nel cielo disposti in fila indiana. Normalmente essi si presentano con una struttura più lineare e senza “compagnia”. Ricordiamo che i cirrus sono nubi d’alta quota, generalmente oltre i 5000 metri e fino a 12-13.000, e che sono composti quasi unicamente di cristalli di ghiaccio, a parte qualche goccia di acqua sopraffusa.

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Una nube a mo’ di bandiera

La nube addossata alla montagna è generata da un rotore, ovvero da un vortice con movimento rotatorio e vorticoso dell’aria lungo un asse orizzontale, e si definisce con un termine tecnico nube a bandiera o banner cloud. Il fenomeno si innesca quando una corrente (che in questo caso spira dalla sinistra della foto) investe la montagna generando una serie di turbolenze, la più importante delle quali si trova sul versante opposto sotto forma di un grande rotore che agevola la risalita d’aria e la conseguente formazione di una nube. Ma se ci mancano conoscenze specifiche la possiamo tranquillamente definire un cumulo di origine orografica 😉

I fibratus che fanno cucù!

Che ci fanno quei filamenti rettilinei in un cielo pasticciato di cirrocumulus? Mah, credo che sarebbe difficile giungere a una conclusione certa anche per un esperto nefologo. Di certo è che l’aspetto è quello classico dei cirrus fibratus: attenzione però al filamento superiore, che sta “uncinando” ed è quindi pronto a “saltare” a un’altra specie!

Onde nel cielo


Ebbene sì, anche in cielo ci sono le onde! Non hanno proprio la stessa natura di quelle marine, ma la causa scatenante è la stessa: il vento, che spirando con diversa intensità e direzione a seconda della quota provoca ondulazioni in seno alle quali si generano queste spettacolari strutture. La foto in questione è stata scattata in Trentino nell’estate 2017; spesso gli asperatus, questa è la specie che appare nella foto, preannunciano un peggioramento del tempo.

Appendini nel cielo!

Questi cirrus appartengono alla specie uncinus in quanto presentano un’estremità ricurva; non sono forse il più classico degli esempi, perché la teoria li vorrebbe disposti in modo meno caotico, con le fibre rettilinee che terminano in una sorta di gancio ben evidente, che normalmente rappresenta la parte posta a più bassa quota. Qui le correnti si sono divertite a scompigliare un po’ le carte, ma ho voluto riportare comunque la foto perché è bella e trova conforto in altre immagini della specie in questione apparse su siti ben più qualificati di questo 😉
E cirrus uncinus sia! 🙂

Che fibra!

Premetto subito che questa foto mi ha dato molto da pensare… e non sono arrivato a conclusione certa! Si potrebbe trattare di altocumuli dai quali, per l’effetto delle correnti in quota, viene “sparato” un ventaglio di virga disposte in modo rettilineo. Questo perché il radiosondaggio di quel giorno (14/8/2017), pur riferito a Udine (la foto è stata invece scattata in provincia di Bolzano) indica che lo strato dell’atmosfera favorevole alla condensazione si trova tra i 2500 e i 4000 metri circa, aspetto che esclude le nubi di alta quota (cirriformi). Sopra i 4000 metri si alternano strati molto secchi ad altri un po’ più umidi, ma mai oltre il 60%. Senza l’ausilio di osservazioni strumentali io avrei invece optato per dei cirrus fibratus, pur in presenza di quelle strutture tondeggianti assimilabili come detto a degli altocumulus, che potrei però classificare come cirrus spissatus. Insomma: un gran casino! Quanto è dura la vita dell’osservatore di nubi… lo so, lo dico sempre 😉

Addio, sogni di gloria!

Il nuvolone ritratto nella foto potrebbe, a prima vista, non suggerire nulla di particolare. Invece si tratta di un cumulus congestus piuttosto interessante in quanto dimostra che, nonostante un imponente sviluppo verticale, non tutti i congestus siano destinati a diventare cumulonimbus. In questo caso, dopo una prima fase in cui le condizioni erano senza dubbio quelle “giuste”, qualcosa è andato storto. Forse un afflusso di aria più fredda e/o secca al suolo, il venire meno del riscaldamento solare o un aumento della pressione… fatto sta che il congestus (a base oltretutto piuttosto alta) è riuscito a vivere un momento di gloria solamente grazie alla cascata di virga che ha generato sotto di sé. Si tratta di una massa d’acqua che probabilmente non giungerà (o giungerà solo in piccola parte) al suolo a causa dell’evaporazione. Si potrebbe dire: tanto rumore per nulla! 😉
La foto è stata scattata dall’utente davide75 (Davide Rizzato) del forum di MeteoTriveneto