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Ombra di contrail

Le contrails sono nubi artificiali, generate dal passaggio di aerei in alta quota (circa 10.000 metri). Qualcuno le chiama anche “scie chimiche”… Dal punto di vista nefologico esse vengono generalmente classificate come cirrocumulus. In questo caso una contrail proietta la propria ombra su un cirrocumulus lenticularis; il sole si trova infatti sulla sinistra. Le nubi, più spesso di quello che si possa pensare, si dimostrano esseri molto sfuggenti: se avessi scattato la foto 30 secondi prima l’ombra sarebbe risultata molto più evidente!

La nube di Cenerentola

Cosa si sarà messo (letteralmente) in testa questo cumulus humilis? Di imitare i suoi lontani cugini cumulonimbus? Eh già, perché il “cappello” che copre la testa dell’umile cumuletto appartiene normalmente a un genere di nubi ben più grande e minaccioso! Il pileus si forma infatti sulla sommità delle nubi temporalesche, grazie alla poderosa spinta verso l’alto di correnti di aria calda e umida. La foto è stata scattata in condizioni atmosferiche di forte instabilità, abbastanza da garantire un vero e proprio momento di gloria a questa nuvoletta non proprio minacciosa… come Cenerentola, che ebbe il suo riscatto con tanto di carrozza e  vestiti eleganti. Chissà se la storia è finita allo stesso modo, e il cumuletto si è trasformato in un imponente cumulonembo…

Nube a paperella

Quello che appare nel titolo non è certo il nome scientifico, ma ci sono dei casi nei quali la forma della nube distoglie l’appassionato dalla classificazione e lo riporta a uno stadio infantile, quando nel cielo si cercavano navi, draghi e altre forme bizzarre 😀
La paperella, in questo caso, mi sembra abbastanza definita.
Per amor di precisione, diciamo anche che trattasi di cirrocumulus lenticularis 😉

 

Stratocumulus cumulomutatus

Su internet non ho trovato molto riguardo a questa nube mutante, derivante dalla completa trasformazione di nubi cumuliformi. La foto è stata scattata intorno alle 19 del 26/3/2017 dopo un pomeriggio caratterizzato da rovesci temporaleschi. Con il venire meno delle condizioni adatte alla costruzione delle torri nuvolose (spesso, come in questo caso, ciò avviene al tramonto), le strutture si sgonfiano e si appiattiscono, dando luogo a stratocumuli residui che vanno poi lentamente a estinguersi.

La tenuità…

Se dovessi dare un titolo a questa foto, lo farei così! Il velo di nubi a cui l’alba dona un colore rosato non potrebbe essere più tenue. Si tratta probabilmente di banchi di altocumuli, anche se ci troviamo in uno di quei casi che né l’aspetto né il radiosondaggio chiariscono del tutto la situazione. La foto è stata scattata il 18 marzo 2017 poco dopo le 6 dalla camera di un albergo di Gabicce… gran cosa la vista mare! 🙂

Piccola, ma cattiva!?

nube_in_ombraPiccola, eppure dall’aspetto inquietante, non trovate? Niente paura: si tratta del classico caso in cui l’apparenza inganna! La nuvoletta (un cumulus fractus) si trova semplicemente nel cono d’ombra di un ben più maestoso cumulonimbus (sullo sfondo si notano i falsi cirri generati dalla sua incudine). Tutto qui e nulla di più 😉

La “squall” che vorrei!

È da un pezzo che questa “radarata” (rappresentazione grafica delle precipitazioni su una porzione di territorio in base ai rilevamenti di un apposito radar) si aggira tra le mie immagini preferite. La guardo e la riguardo e mi dico: quanto vorrei assistere al passaggio di una squall line del genere!
Ma di cosa si tratta? Semplicemente di una linea temporalesca estiva che separa due masse d’aria molto diverse. Generalmente in Pianura Padana una squall line viene generata dall’ingresso di aria fresca o fredda, molto secca, che valica improvvisamente l’arco alpino occidentale e solleva la preesistente aria calda e umida. L’arrivo della squall è qualcosa di spettacolare: la linea “taglia” tutta la valle del Po da ovest a est, mantenendosi a sud dell’arco alpino e spegnendosi prima di giungere sulle coste adriatiche, ed è caratterizzata da colpi di vento, enormi cumulonembi, grandine, fulmini e forte turbolenza. Il tutto seguito da un bel ricambio d’aria e una gradevole frescura.
Quando mai potrò assistere a uno spettacolo del genere, mi chiedevo. Fino a che rimarrò in questa landa dimenticata da Giove Pluvio, le speranze sono nulle 😦

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