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Un trono di nuvole

Foto scattata dall’amico Andreas Cassina; ritrae uno dei re delle Dolomiti, il Latemar, che sembra poggiare su un trono di nuvole. Si tratta in realtà di un esteso banco di stratus nebulosus che denota la classica situazione da inversione termica invernale. Su una massa d’aria fredda, umida e inquinata scorre aria più mite, generalmente di origine atlantica, che regala alle località poste in quota giornate tiepide e assolate. Chi non è mai stato in montagna in situazioni di inversione termica non sa cosa si perde!

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Nube a muro in Val d’Adige? :-O

Un solo scatto non potrà certo dirimere la questione, ma questa foto fa pensare che, forse, nella calda estate 2018 sopra la valle dell’Adige si sia formata una nube a muro (wall cloud)! Si tratta di una struttura nuvolosa legata a un potente cumulonembo, dalla quale può generarsi una tromba d’aria. Segno distintivo di una nube a muro è un caratteristico “scalino” (che qui sembra evidente) e che si genera in seguito al risucchio di aria fredda e molto umida da parte della corrente ascendente (inflow) in seno al temporale. Nella vicina Pianura Padana le nubi a muro non sono fenomeni molto rari… lo sono invece in una terra montuosa come l’Alto Adige!
Autrice della foto: Chiara Bonatti, su Instagram: @_chiarabonatti_

Ci vuole un po’ d’occhio ;-)

Serata sulla costa romagnola… sembra un bel tramonto con qualche nuvoletta e nulla più. Osservando bene la fotografia, però, qualcosa ha attirato la mia attenzione di appassionato nefologo: quella minuscola formazione cerchiata, che ho riportato ingrandita in basso a sinistra, presenta una probabile pur se flebile ondulazione di Kelvin Helmoltz, dovuta a flussi d’aria che scorrono con direzioni diverse. Devo dire che le vacanze 2018 al mare mi hanno ripagato di anni e anni di aspettative tradite 😉

Finalmenteeeeee!!!

E dopo una sfilza allucinante di aspettative tradite e speranze vane, ecco finalmente la giornata perfetta che ripaga dell’ennesimo anno di attesa, afflosciato su un’anonima scrivania di un soporifero lavoro d’ufficio. Ecco il magico incontro nei bassi strati tra una corrente in ingresso da est e un’altra da NW , che invita l’aria ad avvitarsi, a sollevarsi e a generare i mostriciattoli dotati di proboscide (in gergo più tecnico: cumulonimbus e waterspout 🙂 ) che mi sono potuto comodamente godere dal balcone vista mare. E come ciliegina sulla torta, poco prima che dovessi riparare in casa per l’abbondantissima pioggia, un amore di nube a muro, ebbene sì, proprio una wall cloud che ruotava all’impazzata a poche centinaia di metri da me. Uno spettacolo di rara bellezza che rimarrà nella mia memoria e del quale ho già un’indicibile nostalgia!

 

In prima fila

Furbi questi altocumulus, hanno pensato bene di godersi l’alba sul mare in prima fila 😉 Foto scattata a Cattolica il 19/6/2018. Si tratta di nubi “piatte”, senza accenni di sviluppo verticale, e che quindi non denotano instabilità atmosferica; in effetti la giornata trascorrerà calda e assolata.

Spissatus o fibratus, sempre belle sono ;-)

Le nubi in primo piano mi danno molto da pensare. Che appartengano al genere cirrus è assodato, ma sulla specie si potrebbe discutere. Credo comunque che, pur osservando qualche accenno di fibratus, la specie che prevale è la spissatus, dato che lo spessore è sufficiente a schermare almeno parzialmente il sole. Ma in questi casi l’importante è poter godere di simili spettacoli… e per questo ringrazio l’amico Sandro Rizzetto che ha scattato la foto a Lanzarote, pubblicandola poi sul suo sito insieme a molte altre in un favoloso report!

Ghirigori nel cielo :-)

Il curioso fenomeno che appare nella foto si chiama crow instability. Esso consiste nell’instabilità di un vortice lineare (non a classica forma circolare, quindi) in un fluido che può essere considerato non viscoso come l’aria (l’attrito tra le sue particelle costituenti è infatti minimo). L’instabilità di Crow viene osservata dopo il passaggio di grandi aerei, quando i vortici che si formano sulle estremità delle ali interagiscono con le scie di condensazione dei motori inducendo le eleganti distorsioni che vediamo nell’immagine.